La cattedra non è un ripiego: lettera aperta a chi insegna con sufficienza
Una studentessa chiede un chiarimento a lezione. La docente risponde che, se fosse davvero preparata, guadagnerebbe di più altrove. Così insegnare diventa un ripiego e la domanda una colpa. Una riflessione sul rispetto dovuto agli studenti e sul ruolo di chi siede in cattedra.
Parto dal contesto, perché non è una voce di corridoio. È successo a una studentessa che conosco personalmente e bene, durante una lezione universitaria. Niente nomi, niente corso, niente ateneo: non mi interessa colpire una persona, mi interessa un atteggiamento. E non credo sia un caso isolato.
La docente proiettava le slide. La studentessa, per capire meglio un passaggio, ha chiesto un chiarimento. Una domanda semplice, in buona fede, fatta nel posto giusto e al momento giusto.
La risposta? Che se avesse davvero la preparazione per spiegarlo, guadagnerebbe molto di più altrove.
Fermiamoci un attimo, perché io non riesco a superarla. Una docente universitaria, in aula, davanti a chi paga per essere formato, ci sta dicendo che insegnare è il ripiego di chi non riesce a monetizzare altrove la propria competenza. E lo dice a una ragazza che le ha chiesto di fare esattamente il suo lavoro: spiegare. Spiegare! È l’unica cosa che le si chiede!
Non è arroganza. È disprezzo. Per gli studenti, per la didattica, per il ruolo che ha scelto lei, nessuno l’ha obbligata. E il messaggio sotto è ancora peggio: se fai una domanda, è colpa tua. Se non capisci, non dovevi stare lì.
Le slide non sono una lezione solo perché vengono proiettate. Leggerle ad alta voce non è insegnare, è fare l’altoparlante. E rispondere con sarcasmo a chi chiede di approfondire non è autorevolezza: è ammettere, davanti a tutti, di non essere in grado di reggere il confronto che questo mestiere richiede.
Se pensa che il suo talento valga uno stipendio molto più alto, vada a prenderselo. Nessuno la trattiene, la porta è aperta, e fuori c’è la fila di gente che quella cattedra la vorrebbe e spiegherebbe volentieri. Ma finché sta lì, viene pagata per una cosa sola: far capire. Gli studenti non sono un intralcio alla sua carriera e non sono comparse da tenere zitte. Sono l’unico motivo per cui quella lezione esiste.
La domanda era legittima. La risposta è stata indegna del ruolo. E mi infastidisce parecchio che serva ancora dirlo.