Sono stanco
Società

Sono stanco

Ci sono momenti in cui il rumore di fondo diventa insopportabile e l'unica cosa che resta da fare è mettere nero su bianco la realtà. Questo non è un saggio politico, né un comizio. È uno sfogo a cuore aperto. La fotografia cruda e lucida di un senso di saturazione che in troppi ci portiamo dentro, ogni giorno, in rigoroso silenzio.


Sono stanco.

Stanco delle guerre su procura, conflitti programmati a tavolino per gonfiare i profitti di multinazionali insensibili al sangue reale versato sulle strade. Stanco di nazioni ipocrite che riempiono i loro discorsi di retorica sulla pace, per poi seminare bombe, terrore e massacri solo per contendersi pochi metri quadrati di deserto.

Sono stanco delle finzioni religiose. Stanco dell'intolleranza e dell'odio viscerale predicati da un Islam che rifiuta ogni reale confronto, ma stanco al tempo stesso della finta pietà della Chiesa cattolica, che predica accoglienza e sacrificio dall'alto di palazzi dorati, protetta da ricchezze immaginarie e da una vita da principi del tutto staccata dalla realtà.

Sono stanco del grande inganno dell'immigrazione clandestina. Stanco di un Paese trasformato in un porto d'approdo incontrollato per giovani che finiscono inevitabilmente per alimentarne la criminalità e il degrado. Stanco del fallimento di chi è stato accolto anni fa, ha lavorato, e oggi sforna seconde generazioni violente e prive di valori, che si lasciano trascinare e alimentano la deriva dei nuovi arrivati. E sono stanco di genitori assenti e rinunciatari, troppo presi da sé stessi per esercitare un briciolo di autorità ed educare.

Sono stanco dell'integrazione a senso unico: un’illusione in cui a doversi piegare siamo solo noi, chiamati a rinunciare alle nostre regole, alla sicurezza e alla nostra identità a casa nostra per far posto all'inciviltà.

Sono stanco di una classe intellettuale e di sedicenti opinionisti che, dall’alto della loro presunta intellighenzia, pretendono di spiegarci cosa sia giusto, per poi nascondersi o arrampicarsi sugli specchi quando la loro morale si rivela per ciò che è: pura ipocrisia a senso unico.

Sono stanco dei politicanti incapaci di costruire, occupati solo a fare campagna elettorale permanente per combattere "contro" un nemico anziché creare qualcosa per il Paese. Stanco del "messia" di turno che fa leva proprio sulla rabbia di noi stanchi per venderci ricette irrealizzabili e utopie da propaganda; gente che si rifiuta di misurarsi con la realtà e che non ha mai il coraggio di dire chiaramente non quello che vorrebbe fare per prendere voti, ma ciò che oggi si può concretamente fare per cambiare le cose.

Sono stanco di un’Europa burocratica e sorda, concepita per impoverire il ceto medio e arricchire i soliti pochi. Stanco di nazioni guidate da figuranti manovrati da poteri d'ombra che tutti intuiamo ma che nessuno osa nominare.

Sono stanco di forces dell’ordine con le mani legate, ridotte a spettatrici impotenti del disordine, mentre una scuola svuotata cede il passo ad algoritmi e social network che non educano, ma addestrano giovani greggi all'omologazione e a lotte ideologiche lontane dalla realtà.

Sono stanco di gente che apre la bocca solo per tifare ora per questo, ora per quello, incapace di fermarsi a ragionare e di cercare almeno di capire. Stanco di questo analfabetismo critico che impedisce di vedere il nulla cosmico nel quale stiamo volteggiando, mentre la massa continua a seguire a occhi chiusi il pifferaio magico di turno, dritta verso il baratro.

Sono stanco di un benessere artificiale costruito sull'illusione del debito e di una società anestetizzata, capace di indignarsi per una partita di calcio ma del tutto cieca e indifferente di fronte al proprio futuro.

Nel romanzo post-apocalittico Those Who Remain dello scrittore americano G. Michael Hopf una frase recita:

"Hard times create strong men, strong men create good times, good times create weak men, and weak men create hard times."

ovvero: "I tempi duri creano uomini forti, gli uomini forti creano tempi migliori, i tempi migliori creano uomini deboli e gli uomini deboli creano tempi duri".

Sono semplicemente stanco. E sono stanco di aspettare la nascita di uomini forti.